tu chiamale se vuoi....
....emozioni:
- ho mangiato: dai gamberi ai pizzocheri, dal brasato alle cozze, dai formaggi francesi ai gnocchi cremonesi al kebab...(e adesso sono a dieta, ovviamente)
- ho parlato tanto... a voce alta, a mezza voce, a volte ho sussurrato e a volte mi si è spezzata, ho cantato a squarciagola "l'era mai sucess..." e indovinate dov'ero?
- ho fatto strada, ma non so di preciso quanta (mica come quando avevo la piccola che ogni km macinato restava indelebile nella mia mente - per ulteriori info cliccare qui)
- ho dormito: sotto un cielo stellato, in poltrona, in macchina, in spiaggia, davanti alla tv, abbracciata al mio amore e da sola rannicchiata nel sacco a pelo
- ho fatto shopping frenetico: dalle 10 alle 19 con una piccola pausa da zioMac... giuro che non sapevo che il big Tasty avesse 875 caloria (porcatroia!)... e io odio fare shopping... ma quando sei in buona compagnia il tempo vola, no?
- ho guardato: il mare, il cielo e le nuvole, le vetrine, gli occhi di chi mi stava di fronte, ho incontrato gente meravigliosa , ho visto albe e tramonti e la pioggia cadere forte
- ho cercato la rissa in spiaggia canticchiando POPOPOPPPOPO mentre eravamo circondati da francesi
- ho ascoltato: parole, musica, risate, storie e racconti di vita, barzellette e storie di misteri e paura...
- ho bevuto: tanta ma tanta Desperados, coca, acqua, succhi di frutta, vini rossi e bianchi e rosè, sangria...
- ho letto: credo sette libri (ho scoperto Deaver e mi piace assai)
... e per la prima volta ho condiviso un momento speciale con Marco, mio figlio grande
ecco.
sono finalmente riuscita a raccontare le mie ferie.
Frenesia!
Giornate che corrono, anzi volano.... ed il tempo per passare da qui è sempre ridotto al lumicino, riesco appena a leggere qualcosa e poi via, verso nuove cose da fare....
Per esempio ora: per riuscire a stare al pc ho dovuto urlare con il mondo, cacciare un figlio da casa, obbligare Gianky (il nostro ospite preferito) a cucinare... e rinunciare alla doccia post ufficio...(*)
A proposito di ufficio: va sempre tutto molto bene, sono carica e ultimamente lavoro 10 ore al giorno...
Una considerazione: è proprio vero che quando si chiude una porta si apre un portone. Sto parlando di amicizia... quella speciale, quella che fa sentire così in sintonia che se la tua amica è incinta, tu hai le nausee con lei...
Ecco... dalla cucina arriva un profumo splendido di gamberetti... devo andare.
Devo!
*: per scrivere sto post mi ci sono voluti 24 minuti - chissà, magari quando tutti dormono riuscirò pure a rispondere ai vostri commenti e lasciare traccia del mio passaggio sui vostri blog....
AH! ho pubblicato qualche foto delle vacanze, su Flickr...
il lato positivo delle cose
dovremmo essere in ferie, già... almeno fino a domani sera.....ma i nostri quattro giorni romantici in montagna, si sono interrotti bruscamente a causa di un cagone fulminante che ha colpito il seiante (e scusate la rima) - 
lato positivo: non avevo ancora disfato le valigie
così ieri mattina, dopo una notte insonne, dopo aver parlato col medico al telefono, dopo aver passato tre ore al pronto soccorso, abbiamo deciso di tornare a casa....
lato positivo: possiamo vedere le repliche di Grey's Anatomy e DesperateHousewives
peccato perchè sarebbe stato bello... insomma non capita tutti i giorni di salutare i cavalli al pascolo urlandogli "blucker!"... o il momento di tensione quando il genio che ho sposato, decide di estrarre il suo telefonino e di far sentire ai cavalli il nitrito di una suoneria.... e il cavallo lo guarda con occhio fisso e pallato (l'abbiamo soprannominato PSYCHO) e poi nitrisce e scalcia, quasi volesse scavalcare il recinto....avevo già in mente di filmare la scena... peccato...
lato positivo: la prossima volta PSHICO non si ricorderà di noi
e poi vado a leggere i blog dei miei amici.... e mi commuovo!
cazzarola, Erica, non puoi fare così... insomma ho appena ricominciato a mettere le lenti a contatto... non puoi farmi frignolare, stellina...e non sono io quella grande, proprio no! ti voglio bene, piccola...
lato positivo: piangere fa venire gli occhi belli
CRONACA DI UN PASSEGGERO
ovvero
QUANDO HAI GUIDATO UNA MOTO, NON PUOI STARE DIETRO (CAZZO!)
una bella mattina di luglio del 2002 mi sveglio con questo chiodo fisso: mi faccio la moto. non ho un passato da "bagaglio" (tranne qualche giretto da ragazzina), ma stavolta sono decisa: mi faccio la moto!
ho provato una 883 (troppo pesante), un semi plasticazzo e poi ho visto lei: perfetta, piccola, maneggevole e soprattutto custom. l'ho ritirata un sabato mattina e ancora ricordo gli occhi stupiti del concessionario che me l'ha portata fuori quando gli ho chiesto "come cazzo si guida?".
le prime prove nel piazzale e poi via.
la sensazione di volare, imparare metro dopo metro a tenere un occhio sulla strada (perchè da automobilista te ne puoi fregare delle piccole buche, degli avvallamenti e della ghiaia, ma da motociclista no!) e uno alle macchine davanti a te, per le quali tu non esisti, sei un fantasma, quindi possono serenamente svoltare senza freccia, uscire da stop e passi carrai senza prenderti in considerazione, aprire le portiere mentre tu stai passando....
e le prime curve, rigida come un palo col terrore che mi scivolasse via da sotto il culo....
il primo giorno ho fatto 320 km nella mia Franciacorta, sotto il diluvio universale (vi ricordo che l'estate del 2003 è stata la più piovosa degli ultimi dieci anni) e io vestita da perfetta biker: jeans, scarpe da ginnastica e t-shirt bianca... ricordo che sono tornata a casa avevo le dita delle mani e dei piedi conciate come se avessi passato sott'acqua gli ultimi 3 mesi, battevo i denti e avevo le labbra blu....ma avevo una paresi facciale: un sorriso che andava da orecchio a orecchio.
e poi, piano piano, i primi viaggi, acquistare padronanza del mezzo, il primo Brescia-Roma in solitaria, attraverso statali e strade dimenticate da dio e dagli uomini... io e lei.... e il sacco a pelo e la tenda... mangiando moscerini perchè lei mi faceva cantare a squarcia gola... il suo po-po-po ritmico e accarezzarle quella curva sotto il serbatoio, come se fosse una piccola ricompensa per aver affrontato in modo eccellente una curva particolarmente difficile.... e il bacino sul contachilometri ogni volta che la riponevo in garage, sussurando un leggero "grazie"....

e poi mi sale un piccolo prurito, io la amo, lo so.... ma vorrei qualcosa di più, qualcosa che non mi costringa a scalare in terza per riuscire a fare un sorpasso, qualcosa di più pesante, di più concreto.... un pò mi spiace pensare di venderla ma so che andrà in buone mani e poi non è che posso fare il parco moto in garage... e c'è una sorellina maggiore già pronta che mi aspetta... ok, deciso, si vende.
ma subito dopo la mia mamma si ammala e la moto non è più tra le mie priorità.... e passano i mesi...
faccio ogni tanto un giretto col seiante da passeggera ma mi soddisfa solo a metà, finchè decidiamo di fare questo viaggio in costa Azzurra, in moto.
bene.
anzi no, male. malissimo.
arrivo in pochi km ad una grande e sacrosanta verità: il passeggero si rompe i coglioni.
non posso guardare la strada perchè automaticamente divento il prototipo della moglie rompicazzo: scala, accellera, stringi, chiudi, piega, io non farei sto sorpasso, adesso tirala un pò...(per fortuna che il seiante, preso dalla guida, non sente nulla)
allora guardo il paesaggio, ma in autostrada è una tristezza infinita.
allora guardo in su:c'è un bel cielo pieno di nuvolette facciamo un gioco? anzi faccio un gioco perchè tanto non mi sente nessuno.... le forme delle nuvole! ecco un elfo, un bimbo di sei mesi a pancia in su, un chihuaua col collare che di schiena salta per prendere una palla, un drago, una gallina col collo da cigno... che palle però! pausa sigaretta!
e arriviamo a Torino (deo gratias!)
il giorno dopo il cielo è sgombro. neanche un accenno di nuvola, neanche una cosina leggera all'orizzonte, nada de nada... due palle!
per fortuna che la strada che facciamo fino a Menton è una meraviglia... gole, canyon, tornanti dolci.. veramente bello.... e mi passa via...
(tornerò prossimamente su quello che abbiamo fatto nei cinque giorni in Costa Azzurra)
il ritorno.
facciamo la Liguria.
allora, io ho paura di tre cose: l'altezza (soffro di vertigini), i ponti e le gallerie.
volete davvero che vi racconti l'incubo che ho vissuto nel viaggio di ritorno? rigida come un palo sul sellino posteriore, con le mani che quasi strappano le mutande del mio driver ignaro, con il respiro che mi si ferma in gola e inizio ad ansimare come un cagnolino dopo una corsa, ho le contrazioni allo stomaco, temo di vomitare o svenire o entrambe le cose, mi gira la testa per l'iperventilazione, le gambe e le braccia di marmo, il rumore liquido del mio naso che rimbomba nel casco(perchè in moto non te lo puoi soffiare, non puoi nemmeno pensare a togliere le mani dalle maniglie delle borse, hai i pugni talmente stretti che ci verrebbe una chiave inglese per riuscire ad aprirti le dita), e poi la galleria finisce, apro gli occhi ma sono su un viadotto sospesa a due, trecento metri d'altezza... e tutto ricomincia... strizzo gli occhi, non guardo, ma lo so... oh, se lo so.... sto volando su una striscia d'asfalto sospesa nell'aria....
una sosta, due, tre... una sigaretta, due passi, un'altra sigaretta...e vuoi solo piangere... ti rendi conto che sei irrazionale, che sei grande ormai per fare certe scene, che sei una biker, dura e forte... ma come risali su quel maledetto sellino posteriore, tutti i tuoi buoni propositi vanno a puttane e ricomici a tremare, a piangere e a non avere aria sufficiente per riempire i tuoi polmoni...e pensi "mai più mai più mai più" come se fosse un karma...
finalmente l'incubo finisce.... tra Pavia e Piacenza... autostrada deserta e dritta... mi sento svuotata, come uno straccio passato in centrifuga.... e Luca ha un'idea splendida "perchè non provi la mia moto?" "io? ma no! è una stradale, non mi piacciono i plasticoni e poi non sono più capace di guidare, è troppo carica, è troppo veloce, troppo grossa. Ok, la provo"
di nuovo in sella, dopo un anno.
apro piano piano, devo conoscerla e farmi conoscere da lei, prima, seconda, terza, accellero appena... quarta, quinta, ma quanto cazzo va?... sesta e via. di nuovo padrona della strada, di nuovo in sella, di nuovo quella meravigliosa sensazione di volare, di nuovo quelle vibrazioni sotto il culo che ti fanno sentire viva....

non ringrazierò mai Luca a sufficienza, forse non sa nemmeno quanto sia stato importante per me
(minchia, quanto ho scritto!
)
aggiornamento veloce....
a parte che in questi ultimi giorni pare mi avesse punto la mosca tse tse... insomma, sono stata malata di sonno: barcollavo dalla poltrona al letto per dormire anche dieci ore di fila...
in questo preciso istante c'è Andrea sotto la doccia, la moto carica e Luca sulla poltrona: stiamo per andare qualche giorno in Francia, ospiti di Gianky e Claudia....
sabato ho fatto (finalmente) un pranzo romantico col mio tesoro: noi due in riva al lago, pesce fresco e vino bianco, guardandoci negli occhi e parlando di noi... è stato molto bello e dolce... al punto che abbiamo deciso di prenderci tre giorni tutti per noi: abbiamo prenotato un boungalow nello stesso agriturismo dove abbiamo festeggiato il nostro matrimonio... e saranno tre giorni a base di passeggiate, cibo genuino e coccole...
vorrei mandare mille baci a tutti voi che siete passati e avete lasciato un messaggio, vorrei avere le braccia così grandi da potervi stringere tutti in un abbraccio speciale... perchè voi c'eravate, sempre, anche quando non c'ero io.... e io, questo, non lo dimentico....
bene... it's time to go...
